• Ivano Sossella 1564

    Ivano Sossella 1564

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    Ivano Sossella 1564

La mostra realizzata per la Galleria Maurizio Caldirola a Monza nasce dall’incontro e collaborazione con il gallerista, interessato ad una proposta di confronto, anche sfacciato, con la storia dell’arte e il lavoro dell’artista.

Sossella realizza da tempo delle installazioni (Schatten) nelle quali l’uso strumentale di ombre artefatte offre un escamotage poetico per condurre in luoghi fisici e emozionali apparentemente lontani eppur per questo ancor più vincolati alla propria realtà.

Proprio da qui parte la collaborazione con Maurizio Caldirola che produrrà  una installazione site specific  derivata dall’analisi che Michelangelo Buonarroti fece dell’idea di scultura stessa. Fu lo stesso Michelangelo infatti a trovare già nel blocco di marmo ombra e sostanza delle sue sculture e questa assonanza è l’offerta di incontro tra intenzione del gallerista e il lavoro di Sossella.

L’installazione percorrerà l’intero spazio della galleria: un monolito in marmo darà origine ad un gioco d’ombra resa pittoricamente a guisa di radiografia poetica del blocco di marmo.

Una installazione che tende ad astrarre a tal punto la possibilità d’arte che il marmo custodisce e conserva da restituirlo nella sola distorsione della sua ombra che proprio nel suo effetto astraente ci riconduce alla immediata sensazione di una presenza.

L’effetto di naturale distorsione che è natura e forma di ogni ombra permette a Sossella di proporre analoga accettazione della volontà di incontro con Michelangelo nella presentazione dei lavori su tela che Sossella chiama, a scanso di equivoci, Tiratela: la presenza distorta e deformata di questi lavori è ancora occasione strumentale per  percorrere e narrare nello stesso tempo la distanza dalla realtà dell’immagine e la vicinanza al cuore vero del suo segno.

La parte critica della mostra è affidata a Giorgio Verzotti

The show organised on behalf of the Maurizio Caldirola gallery in Monza, started from a meeting and collaboration with the gallery owner who was interested in a proposal for a comparison, even a brazen one, between art history and the work by the artist.

For some time Sossella has been making installations (Schatten) in which the deceptive use of artificial shadows offers a poetic stratagem for leading into physical and emotive places that are apparently distant and yet, precisely for this reason, are even more firmly anchored to reality.

This was the starting point for the collaboration with Maurizio Caldirola, a collaboration that will produce a site-specific installation derived from an analysis that Michelangelo Buonarroti made of the idea of sculpture itself. In fact it was Michelangelo who discovered in a block of marble the shadow and substance of his sculptures, and this assonance is the basis for the meeting between Caldirola’s intention and the work of Sossella.

The installation will fill the whole space of the gallery: a full-scale marble monolith will be the starting point for a play of shadows that is created pictorially in the guise of a poetic radiograph of the marble block.

An installation that tends to extraction, to the point that the possibilities for art that the marble contains and conserves can only be rendered by the distortion of its shadow which, in its very abstracting effect, leads us back to the immediate sensation of a presence.

The effect of natural distortion, which is the nature and form of every shadow, allows Sossella to propose a similar sense in his wish to meet Michelangelo in the works on canvas that Sossella calls, in order to avoid misunderstandings, Tiratela or Canvas Stretching: the distorted and deformed presence of these works is another deceptive occasion for traversing and narrating at the same time the distance from the reality of the image and the nearness to the very heart of his marks.

The critical part of the show has been entrusted to Giorgio Verzotti